Di Rossana, Grottaminarda (AV).
Oggi, 21 Marzo 2011, come un dono dal cielo, mi è piovuta la proposta di sperimentare una nuova dieta, la cosiddetta “dieta chetogenica” che promette miracoli a chi, come me, ne ha provate tante ma senza nessunrisultato. Ogni dieta affrontata, come conclusione, mi ha portata a riprendere tutti i miei chili, più una “dolce zavorra” gentilmente offerta dalla dieta di turno.
Oggi è l’inizio della primavera e, siccome si avvicina sempre di più l’appuntamento con il mare, la prova costume e l’esposizione della “dolci rotondità” (adipe) ai raggi del sole e alla vista delle lingue biforcute degli amici e conoscenti, anche se scettica, decido di intraprendere questo “viaggio della speranza”.
Oltretutto, sono confortata dal parere di una esperta che non si è mai risparmiata nel dirmi se una dieta potesse funzionare o se fosse stato meglio prenotare per un tour di visitatori diretti a “Lourdes” alla ricerca di un miracolo.
Speriamo che sia primavera anche per me, questa volta e che possa finalmente vivere in pace con me stessa.
Sono anni che ospito un conflitto interiore ma soprattutto con gli altri che non hanno la minima educazione nel farmi notare quanto sia ingrassata.
Ma và!!!!! Non me ne ero mica accorta, porca miseria!!!! Che il mio specchio oscurasse “pietosamente” la mia figura?
Mah! E’ in questi momenti che ti accorgi di quanto possa essere ottusa e insensibile la gente che ti fa notare il tuo lievitare come un bidoncino della spazzatura e con quanta goduria attenda la tua risposta. Entri in un negozio e la commessa, che è di due o tre taglie più grassa di te, alla richiesta di mostrarti qualche capo che non sia tipo “busta per la spazzatura”, ti guarda e, spassionatamente scandalizzata ti fa: ma per chi? per lei? No, qui non abbiamo niente della “sua taglia”!!!! Dovrebbe andare in un negozio di “taglie calibrate”!!! Dove? Allora le faccio notare, lo stesso dove si serve lei? (da premettere che sono una taglia 48) Ma dico, si è mai guardata allo specchio, questo bisonte, evaso dalle praterie? Grassa a me? E lei? Ecco, è questo che innesca la molla per affrontare questa nuova dieta. Così mi appresto ad ascoltare l’iter di questa nuova gara tra me e il grasso. Chi vincerà? Questa volta, sarò spietata con me stessa, anche perché ho 51 anni e la menopausa che si avvicina, non promette niente di buono.
Affronto il primo giorno con tanto coraggio ma anche con tanti rimpianti per la pizza, la pasta e le trasgressioni periodiche che portavano giù il morale ma il patos a mille, come quando da piccoli, si saliva sullo sgabello, alla ricerca della Nutella nascosta e, beccati dalla mamma con i baffi completamente sporchi, si faceva finta di essere mortificati, ma dentro un diavoletto gridava dalla goduria. In effetti, il pranzo, la cena, gli spuntini e quant’altro, richiusi in una bustina e da sciogliere nello shaker, non mi ispirano granchè ma, per evitare di essere tacciata di codardia, ingoio a vuoto e mi armo di coraggio. Il primo incontro, mi capita con una mezza barretta che promette bene e mi fa pensare al Mars. Beh, penso, come inizio è niente male, vediamo il seguito… A pranzo, mi aspetta un consommé di pollo…
Mannaggia la sbomballata, quel polletto fa su e giù nel mio gargarozzo e non trova le vie biliari ma, con ali immaginarie, fa di tutto per ritornare alla vita. Mi viene quasi un coccolone ed evito con tutte le forze che un lacrimone scenda ad innaffiare il polletto che ormai, si è arreso alla sua sorte. Sono tentata di rinunciare ma il mio amor proprio riaffiora insistente e decido di continuare. Secondo giorno, altri preparati in bustina, altri pranzetti “luculliani” che mi aspettano! In più, si è aggiunto uno strano torpore che non mi fa nemmeno contare le pecorelle, che già il pastore mi mette a nanna. La bocca mi è diventata di piombo e con voce impastata, parlo come se avessi inghiottito una cesta di cachi legnosi. Mi viene in mente un film con Enzo De Caro, tramortito dall’effetto del sonnifero che non riesce a pronunciare la parola “Madagascar”. Altro effetto di quest’ alimentazione è un alito da camionista dopo la pausa pranzo e cerco di non avvicinarmi troppo alle persone per non tramortirle. Basta non parlare, penso! Ma mi scambieranno per una foca monaca che ha fatto il voto del silenzio! Consulto il “breviario” della dieta e.. toh! Anche lì mi segnala questo inconveniente ma, c’è anche il suggerimento per sbloccare le labbra serrate! Mi fiondo in farmacia ed acquisto il Fluocaril che risveglia il mio alito. Adesso posso anche parlare senza che i moscerini caschino annientati come da uno spruzzo di Raid. Al loro posto, dalla mia bocca, escono fiorellini di fresia. Io e lo shaker siamo diventati un’anima sola e ci scambiamo sguardi languidi, in attesa della “prossima portata”. Rispondo divertita anche a chi mi “sfotte” di cibarmi preparando i diversi biberon e mangio impassibile i vari piattini che, per magia, si materializzano come dalla lampada di Aladino. Passano i giorni e il mio umore risorge a nuova vita. L’ago della bilancia, arretra inesorabile e il mio entusiasmo sale a 1000. La mia figura si riappropria delle antiche forme e con quella, la voglia di continuare dritta e imperterrita come un soldatino in battaglia.
Sono trascorsi 25 giorni e l’ago della bilancia arretra fino a -6 Kg. Urràààà!!! Il sacrificio è stato premiato e il ricordo di tutti i pranzetti che ho dovuto cucinare per gli altri, non mi procura più rimpianto. La figura che mi guarda dallo specchio, non è più quella di una povera sfiduciata, ma di una che vuole continuare a lottare per impossessarsi di nuovo della sue identità perduta. Osservo i vari yeans, le varie magliette che non ho mai avuto il coraggio di mettere via e penso: e ora a noi, ritrovati amici, non vedo l’ora di indossarvi di nuovo! Obbedisco a malincuore all’ordine della mia tutor di abbandonare la prima fase ed iniziare la seconda, con l’introduzione di un piatto proteico tradizionale. Ormai avevo cominciato a prenderci gusto e soprattutto a dimagrire velocemente, ma obbedisco con fiducia cieca e, al primo boccone, le mie papille gustative cantano come usignoli impazziti! Siamo al 27^ giorno della dieta e l’ago della bilancia arriva a -7. Alle amiche e amici che intraprendono per la prima volta questa dieta voglio dire: siate forti, ce la si può fare! E poi, il segreto è nello scegliere le bustine che più sono gradite al nostro palato e adeguare la quantità di acqua per ottenere la densità voluta degli alimenti. Non è una tragedia, ma la fortuna di aver ritrovato la gioia di guardarsi allo specchio e alla soddisfazione di non vestire “stile Demis Russos” voluminoso cantante degli anni 70, con larghe palandrane per coprire i chili di troppo. E soprattutto, ho potuto constatare che con questa dieta, non ci si trasforma in un malato in convalescenza o in un cane scharpey, con la pelle cadente, come le bende di Lazzaro risorto dalla tomba! E alla fine una promessa: andrò a trovare al più presto la commessa che tanto mi ha mortificata e stavolta, voglio vedere se avrà ancora il coraggio di dirmi: No, signora, qui non abbiamo niente per lei!!!! Adesso Jessica Rabbit, sarà il modello da inseguire !!!
01/07/2011, PARTE 2
E rieccomi qui, a narrare della mia esperienza tragi-comica della dieta chetogenica. Sono trascorsi 32 giorni dall’inizio della seconda fase e in tutto, sono a meno 11Kg dal mio peso iniziale. Finalmente posso affrontare il mio “specchio della strega di Biancaneve”, senza che questo non mi rimandi un “Bleeeeehhh” ed un commento in stretto napoletano: Nennè, sì proprio nù cuoppo”! per il disappunto alla figura specchiata. Adesso posso affrontarlo in pace e con orgoglio. Ho abbandonato i tanto odiati “lardominali” come qualche comico li chiamava, per una silouette più aggraziata. Ora, quando indosso anche i miei jeans di taglia 48, rido a crepapelle, perché sembro paludata nelle mutande di Platinette. La soddisfazione che provo è indescrivibile! Se ripenso a quanto ho rosicato, alla vista dei miei “dolci taralli” che spuntavano insistenti e spavaldi dalla cintura dei pantaloni, mi prende ancora un colpo. Era una continua lotta, tra loro e me che cercavo di nasconderli, ma ostinatamente facevano capolino in due e anche tre cerchi beffardi all’altezza del mio stomaco. Maledetti!!! Se non fosse stato per il senso dello humor che mi ritrovo, penso che avrei perso la testa. La pappagorgia (doppio mento) alla “Jet McQuack, noto pilota della scuderia aerea Paperon de Paperoni, è quasi sparita e le braccia da culturista, stanno sgonfiandosi lentamente.
Ho superato anche la prova “Pasqualina” con un coraggio che non mi riconoscevo e ho sopportato che mi sfilassero sotto gli occhi pastiere, fritture di finocchi e carciofi, formaggio salato e quant’altro, senza battere ciglio ma fischiettando mentamente, in attesa che la “tortura culinaria” avesse fine. Ho anche rassicurato i commensali, quando mi chiedevano con aria penosamente dispiaciuta: ma non puoi sgarrare neanche oggi che è Pasqua? Invece il mio pensiero era proiettato in un’altra dimensione, dove la figura da matrona romana, acquisita negli anni, lasciava il posto ad una più leggera, dal portamento fiero… Ah, dimenticavo! Unico neo in un questa mia goduria è la presenza di un tornado. Chi, vi chiederete? La mia recalcitrante sorellina che ho soprannominato scherzosamente “svicolona” o “Rita la zanzara” perché cerca di svicolare a modo suo alle regole della dieta e mina i tuoi convincimenti con mille suggerimenti, che ti sciorina come i venditori di tappeti, dislocati nella kasbah. Tu sei lì, tutta concentrata a seguire fedelmente tutto l’iter previsto e lei… lei ti frigge il cervello con le sue convinzioni. Lei fa polpette della tua autodisciplina e fa il grillo parlante al contrario e, siccome è stata sfidata a sostenere la stessa dieta, con fare scanzonato ti fa… mò te faccio vedè io come si fa!!!! E, una volta viene sorpresa a rosicchiare il cornicione di una pizza, un’altra rubacchia dai piatti altrui, ti provoca una rabbia!!!! Ma, in fondo, tra una trasgressione e una fustigata con dovuta correzione, anche lei sta ottenendo risultati di tutto onore. Per quanto riguarda me, ho raggiunto la quota di – 15 Kg. dall’inizio della dieta e ho appena iniziato la 5 fase.
Ora, la taglia dei miei jeans è una tanto sospirata taglia 44. Seguo fedelmente le regole di questa rivoluzionaria dieta e posso confermare che i risultati raggiunti non si spostano neanche di una virgola. Per avere il senso della mia soddisfazione e del mio orgoglio, bisognerebbe ascoltare il brano “Summertime” di Bon Jovi,tratto dal meraviglioso album lost higway che mi fa compagnia ogni giorno e che mi “droga” di forza e di soddisfazione e che rispecchia esattamente il mio stato d’animo attuale. E ora vi saluto e vi terrò informati sull’andamento della fase finale della chetogenica e del successivo percorso da “giocatore libero”, allenato alle regole del gioco a difesa dei risultati.
06/10/2011, PARTE FINALE !
E per la serie… “ogni promessa è debito”, mi rifaccio viva per raccontarvi della parte finale di questa avventura alla “Indiana Jones” nel tortuoso viaggio della dieta. Ci eravamo lasciati all’inizio della 5^ fase, quando di chili ne avevo persi 15. Durante questo “viaggio”, a conclusione delle fasi di assestamento, i chili sono arrivati a 17 perché alla dieta ho associato anche un programma di allenamento giornaliero di 35 minuti sul tapis roulant e quando ne ho il tempo di esercizi per gli addominali. Adesso la mia compagna di intrattenimento sull’Ipod è diventata Lady Gaga con l’album Born This Way e vi posso garantire che con questa musica, il tappeto prende il volo come quello di Aladin. Il povero Bon Jovi, cantando tutti i giorni, è stato colto da una grossa raucedine ed è collassato sul mio tappeto ed ho dovuto scegliere un nuovo cd per allenarmi. Le tentazioni, restano comunque molte ma uno sgarro di tanto in tanto, si può sempre fare, stando attente però a frustarsi (culinariamente parlando) il giorno dopo con le dovute correzioni e la situazione ritorna a posto. Non ci crederete ma la mia taglia attuale è una 42 (anche se questo fa andare in bestia “qualcuno” che è assolutamente convinto che io menta!!) e la mia soddisfazione è alla stelle. Da una taglia 48 che io giudicavo una taglia “leggermente pesante” e invece per i parametri attuali era una calibrata, come la commessa “sciupatella” mi faceva presente sono arrivata ad indossare una 42. Bah, ai miei tempi, una taglia calibrata iniziava da una 50 a salire!!
Ogni tanto dimentico che di anni ne ho 51 e che le cose sono cambiate ma in peggio. Adesso anche il cervello degli stilisti si è ristretto ancora di più, visto gli “stitici” modelli che producono, dando luogo ad un fenomeno di massa di scontento ed inadeguatezza perenne. Oddio, il grasso è una cosa brutta da vedere e da “digerire” e non bisogna assolutamente trincerarsi dietro alla scusa del “io sto bene con me stessa” se in te stessa alloggia un condominio intero. L’importante è trovare una dieta come questa che ti riporti alla vita e che si accetti di cambiare stile di mangiare che è il segreto per conservare i risultati.
Questo ve lo posso garantire, perché l’ho sperimentato personalmente!!
In ultimo, prima di un commiato, un ringraziamento SPECIALE alla mia coach personale che mi ha fatto conoscere questo metodo e mi ha spronato a seguirlo.
Ciao a tutti da Rossana Spera







